0

Come raccontato da Napoli today, si è chiusa nel peggiore dei modi la vicenda di Antonio Meglio, il 39enne incensurato che giovedì sera, intorno alle 21.00, ha aggredito e accoltellato una giovane donna che non conosceva, la penalista 32enne Alessia Viola, a bordo di un autobus della linea ANM C32 mentre percorreva via Simone Martini, al Vomero, in direzione dello stazionamento di Largo Giustiniano.

Subito dopo essere stato immobilizzato dai carabinieri e sottratto ad un tentativo di linciaggio da parte della folla inferocita, Meglio era stato portato nel carcere di Poggioreale mentre continuava a chiedere un intervento del procuratore della Repubblica Gratteri e a parlare di minacce di morte nei suoi confronti, di un tentativo di truffa da parte di una donna, della paura di un’imminente aggressione. Diceva di avere le prove con sé, di avere paura, di aver provato a sporgere denuncia, ma di aver trovato gli uffici chiusi.

Di sicuro a Poggioreale Antonio si era provocato delle ferite: alla testa che, pare, avrebbe dato contro il muro della cella e al braccio sinistro dove, da quanto si apprende, avrebbe provato a tagliarsi le vene con una chiavetta USB che aveva con sé, la stessa dove, a suo dire, avrebbe conservato le prove di quello che diceva e che voleva consegnare ai magistrati: adescato da una donna che avrebbe provato a estorcergli danaro e poi minacciato di morte.

Rada la presenza di Antonio sui social: l’orgoglio degli studi di legge nella copertina di Facebook, pochi post da cui traspare che Antonio era innamorato – un amore dolce, romantico – e che si sentiva ricambiato.

Poi, alle 2 di notte del 4 marzo, il giorno precedente all’aggressione, un post – l’ultimo – dal contenuto inquietante: “Mi dispiace Povero Cristo ma io rispondo solo alle provocazioni che arrivano dai miei pari”, senza spiegazioni o riferimenti utili. Il resto è cronaca.

Si è tolto la vita impiccandosi con un lenzuolo, Antonio Meglio. L’uomo era piantonato in ospedale quando si è suicidato ieri sera intorno alle 21.

Sarà adesso compito della magistratura ricostruire le responsabilità alla base di una vicenda tragica e accertare se a spingere Antonio, già sofferente, nel baratro siano state minacce e pressioni.


Redazione

Ragazzo arriva all’ospedale di San Giugliano con un taglio alla gola

Previous article

A Napoli l’assicurazione auto costa quasi il doppio rispetto alla media italiana

Next article

You may also like

Comments

Comments are closed.

More in Cronaca