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L’indagine della Procura di Napoli ha portato a nove arresti e alla scoperta di una collaborazione tra la camorra napoletana e la ‘ndrangheta che avrebbe fornito droga per le piazze della periferia Nord. Tra i destinatari della misura cautelare, infatti, risultano anche due calabresi. Ma a sorprendere, in questo caso, è l’intraprendenza dei criminali partenopei che hanno inscenato una finta rapina per accaparrarsi venti chilogrammi di droga appartenenti alla ‘ndrangheta: “Siamo preoccupati della reazione della mafia calabrese – ha affermato il procuratore di Napoli Nicola Gratteri – Abbiamo chiesto a coloro i quali riteniamo responsabili del colpo che si sentono in pericolo e se vogliono affidarsi allo Stato. È una loro scelta”.

L’operazione è stata eseguita dai carabinieri. “Quando siamo arrivati – spiega il tenente colonnello Antonio Bagarolo, comandante Reparto operativo di Napoli – siamo convinti che ci abbiano sentito. All’esterno della porta abbiamo trovato solo due paia di scarpe, uno da donna e uno di un bambino. Volevano farci credere che uno degli indagati non fosse in casa. Invece, era nascosto in un’intercapedine ricavata in un muro. È stato lì per cinque ore”.

L’indagine mostra anche un nuovo livello raggiunto dai Vanella-Grassi, clan emerso dalla faida di Scampia del 2004. Per il procuratore aggiunto Sergio Amato: “La rapina dei 20 chili segna un nuovo step. Il guadagno è tale da affermare il controllo del territorio. Il clan è il più forte a Secondigliano, ma ha influenze importanti anche a Scampia e San Pietro a Patierno”.

 


Redazione

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