Vivevano da soli, nella casa del Rione Conocal in via Chiaro di Luna 98, tra sogni di ragazzi e difficoltà da adulti, Jlenia Musella, 22 anni, e Giuseppe, 25 anni. La madre è in detenzione, come anche il patrigno.
Jlenia e Giuseppe raccontavano una vita “al massimo”, diversa da un presente fatto di inevitabili difficoltà. Discoteche, amiche, moda per lei. Lui era spesso “L’uomo partita”, in tornei del calcio minore “Dovresti giocare nel calcio che conta”, i commenti che accompagnano i pochi video pubblicati, tutti riguardanti il campo di gioco. Solo la foto profilo tradisce il mito con cui cresce chi vive tra le palazzine di periferia: il segno della pistola e lo sguardo diritto nell’obiettivo. Ed è proprio tra le strade di casa loro dove finisce tutto.
La gente del quartiere ha sentito le grida che poi si sono trasformate in urla. Ha visto gli spintoni, gli schiaffi. Ma nessuno è riuscito a fermare la mano di Giuseppe che sferrava la coltellata mortale mentre Jlenia cercava di allontanarsi. Ha fatto qualche metro, nel tentativo disperato di salvarsi. Jlenia era sicura di avere ancora tutta la vita davanti. Ibiza, le spiagge, le discoteche. È svanito tutto mentre qualcuno la sollevava da terra e la caricava in auto per correre al Pronto soccorso di Villa Betania. I sanitari non hanno potuto fare nulla se non constatare ecchimosi e tumefazioni al volto e la profonda coltellata alla schiena che non le ha lasciato scampo.
Agenti della Squadra mobile di Napoli e del Commissariato Ponticelli hanno ricostruito subito dinamica e responsabilità e subito si sono messi sulle tracce di Giuseppe.
Dopo aver colpito la sorella Giuseppe ha fatto perdere le sue tracce. Irreperibile per ore fino a quando, nella notte, si è lasciato ammanettare dagli agenti. “Sì, sono stato io” ha ammesso. Il resto è un racconto di incomprensioni, litigi violenti.
“Jlenia è arrivata già morta in ospedale. Abbiamo provato invano a rianimarla. Aveva delle ecchimosi sul volto. Probabilmente è stata percossa prima di essere uccisa. La polizia è subito intervenuta sequestrando le immagini delle videosorveglianza”, spiega il personale medico di Villa Betania. Probabilmente da queste immagini si è riusciti subito a risalire all’identità del carnefice della giovane visto che era stato proprio il fratello a portare Jlenia in ospedale per poi fuggire via.
Napoli today











Comments